Proposta di legge per l’inserimento del TRENINO VERDE nell’elenco delle Ferrovie Turistiche Italiane (in corso di definizione)

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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 18 giugno 2014
Trasporti, poste e telecomunicazioni (IX)

SEDE REFERENTE

Mercoledì 18 giugno 2014 — Presidenza del vicepresidente Ivan CATALANO.

La seduta comincia alle 15.30.

Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico. C. 1178 Iacono ed altri. (Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.

Ivan CATALANO, presidente, propone, se non vi sono obiezioni, che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso.

Così rimane stabilito.

Romina MURA (PD), relatore, fa presente che la Commissione avvia nella seduta odierna l’esame in sede referente del progetto di legge C. 1178, concernente le disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

Osserva che la proposta di legge intende individuare un quadro normativo per iniziative che si stanno sviluppando spontaneamente. Ricorda, infatti, che nell’ambito del Gruppo Ferrovie dello Stato è stata costituita, il 6 marzo 2013, la Fondazione FS italiane, di cui sono soci fondatori Trenitalia, Rfi e l’holding Ferrovie dello Stato. Si tratta di una fondazione senza scopo di lucro, che ha la finalità di preservare, valorizzare e consegnare integro il patrimonio storico, tecnico e industriale dei treni storici, dei musei ferroviari e dei fondi archivistici in materia, che svolge la sua attività nell’ambito del territorio nazionale italiano e degli altri Paesi dove il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane è presente. La Fondazione FS si avvale della collaborazione di numerose associazioni che, tramite una convenzione inizialmente stipulata con Trenitalia – Divisione Passeggeri Regionale, contribuiscono a mantenere il decoro e la pulizia dei rotabili storici e si impegnano a svolgere numerose attività logistiche e di supporto prima, durante e dopo i viaggi dei treni storici.

Segnala, al riguardo, anche un’altra interessante e proficua esperienza di utilizzo turistico di tratte ferroviarie, alcune dismesse, altre in fase di dismissione, maturata negli ultimi venti anni che potrebbe confluire nel ragionamento di valorizzazione di cui alla presente legge. Il «Trenino verde» della Sardegna, sino a oggi gestito dall’Azienda Regionale Trasporti della Sardegna (ARST) attraverso risorse regionali, ma che in prospettiva, dovrà essere sottoposto a modelli di gestione differenti al fine di salvaguardare e valorizzare il grande patrimonio storico e culturale, rappresentato dalla linea ferrata, dai ponti, dalle stazioni e dalle case cantoniere.

Fa presente che si tratta di quattro linee ferroviarie che collegano le coste sarde all’entroterra, ossia la Isili-Sorgono, la Macomer-Bosa, la Sassari-Tempio/Palau e la linea turistica più lunga d’Italia, ben 159 km di percorso ferroviario che collega Mandas con Arbatax. Rileva che, nei territori percorsi dal «Trenino verde», si sono sviluppate dinamiche di sviluppo di grande interesse che valorizzano territori che altrimenti sarebbero tagliati dai flussi turistici, prevalentemente orientati sulle coste.

Passando ad una breve sintesi del contenuto della proposta di legge, fa presente che il comma 1 dell’articolo 1 individua in particolare sette specifiche linee ferroviarie, in alcuni casi già affidate in convenzione a soggetti privati, con le modalità appena indicate, prevedendone la trasformazione in linea turistica.

Le linee richiamate sono: la ferrovia Palazzolo-Paratico (Lombardia), che nel prospetto della rete di RFI collega, in provincia di Brescia, Palazzolo sull’Oglio con il Lago d’Iseo, ed è classificata come linea complementare non elettrificata a binario semplice. L’infrastruttura è gestita da RFI mentre il traffico passeggeri è gestito dalla FTI – Ferrovie Turistiche Italiane. La seconda linea individuata è la Asciano-Monte Antico (Toscana), classificata come linea complementare non elettrificata, gestita dall’Associazione FTI – Ferrovie Turistiche Italiane. La terza ferrovia è quella della Valmorea (Lombardia), che non risulta nel prospetto di rete 2014 di RFI ma è stata una linea ferroviaria internazionale che in passato collegava Castellanza, in provincia di Varese, a Mendrisio, nel Canton Ticino. La quarta linea è la ferrovia Ceva-Ormea (Piemonte), classificata nel prospetto di rete 2014 di RFI come complementare, nella tratta da Ceva a S. Giuseppe di Cairo. La quinta linea è la ferrovia Sulmona-Casteldisangro-Carpinone (Abruzzo-Molise), linea complementare non elettrificata lunga 76 km. La sesta è la ferrovia Agrigento-Porto Empedocle (Sicilia), classificata come linea complementare, gestita dall’ associazione Ferrovie KAOS e dalla Fondazione Treno DOC e infine la ferrovia Fano-Fermignano (Marche), non presente nel prospetto di rete 2014 di RFI.

Segnala in proposito l’opportunità di integrare l’elenco delle linee contenute nella proposta di legge con altre aventi analoghe caratteristiche. Mi riferisco in particolare alle linee turistiche della Sardegna che ho sopra richiamato, vale a dire alle linee Mandas-Aratax, Isili-Sorgono, Macomer-Bosa, Sassari-Tempio/Palau.

L’articolo 2 disciplina la proprietà dei tracciati e delle stazioni, prevedendo, al comma 1, che le linee ferroviarie, le stazioni e le relative opere d’arte restino nella disponibilità della società Rete ferroviaria italiana Spa. La norma specifica poi che RFI viene individuato come ente proprietario che si dovrà occupare della manutenzione ordinaria nonché della funzionalità e della sicurezza delle ferrovie turistiche. Il comma 2, nel caso in cui il tracciato di una ferrovia turistica sia stato in parte alienato o adibito ad altre finalità non conciliabili, prevede che la società Ferrovie dello Stato italiane Spa, tramite le società controllate, provveda al ripristino della continuità del percorso ovvero alla definizione di eventuali varianti. In base al comma 3, le stazioni ferroviarie attraversate da ferrovie turistiche e i relativi impianti sono considerati a tutti gli effetti patrimonio culturale della Repubblica e ne è vietata l’alienazione.

L’articolo 3 disciplina, al comma 1, l’organizzazione dei tronchi di gestione delle ferrovie turistiche. A tal fine si prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero per i beni culturali, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, la società RFI Spa e la società Trenitalia Spa, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, istituiscano i tronchi di gestione che dovranno occuparsi della gestione e fruizione dei tracciati e delle stazioni, dell’allestimento di spazi museali e della promozione del servizio. In questi compiti dovranno essere coinvolte, se presenti, le organizzazioni di volontariato che hanno o hanno avuto contratti di collaborazione o di comodato con società del gruppo Ferrovie dello Stato Spa con riferimento alle linee turistiche interessate dalla disposizione. In assenza di tali organizzazioni si prevede il coinvolgimento dei comuni attraversati dalle linee ferroviarie turistiche.

Il comma 2 dell’articolo 3 prevede che gli operatori dei tronchi di gestione di cui al comma 1 possano conseguire le abilitazioni previste dal regolamento ferroviario e relative alla manovra di rotabili e deviatoi limitatamente al tronco di gestione di appartenenza (modulo A), all’accompagnamento di treni (modulo D) e alla condotta di treni su determinate tratte (modulo E).

Al riguardo segnala l’opportunità di aggiornare i riferimenti contenuti nella disposizione alla nuova classificazione delle qualifiche di conduzione ferroviaria individuate dalle norme per la qualificazione del personale impiegato in attività di sicurezza della circolazione ferroviaria, di cui al decreto dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria n.4 del 2012 del 9 agosto 2012.

Il comma 3 prevede i compiti degli operatori dei tronchi di gestione: coordinamento e organizzazione dei treni circolanti sulle ferrovie turistiche; ispezione delle linee ferroviarie; pulizia e decoro delle stazioni interessate dalle ferrovie turistiche; manutenzione e restauro di rotabili ferroviari storici o ordinari. In base al comma 4 la circolazione sulle ferrovie storiche è programmata su base semestrale, sulla base di calendari che devono essere trasmessi alla società RFI Spa. Si prevede che sulle ferrovie turistiche possa circolare sia materiale rotabile storico, anche non attrezzato con appositi sistemi di sicurezza e di ripetizione dei segnali, sia materiale rotabile ordinario. In entrambi i casi il materiale è fornito da Trenitalia Spa sulla base delle esigenze di ciascuna ferrovia turistica. Il comma 5 prevede, invece, il diritto di accessibilità alle ferrovie turistiche per l’utenza affetta da disabilità e l’obbligo di rimozione delle barriere architettoniche.

L’articolo 4 prevede, al comma 1, l’assegnazione di un contributo da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di 500.000 euro per il primo anno di esercizio per l’organizzazione dei treni storici e ordinari sulle ferrovie turistiche.

Al riguardo segnala che la norma non individua le modalità di copertura finanziaria dell’onere e che probabilmente, per i fini di cui alla legge, sarebbe necessaria una dotazione finanziaria maggiore.

Il comma 2 dell’articolo 4 prevede che gli operatori dei tronchi di gestione concordino le modalità e le tariffe per il nolo dei convogli ferroviari con le rispettive direzioni per il trasporto regionale. Il comma 3 dell’articolo 4 destina i ricavi delle attività svolte sulle ferrovie turistiche ai rimborsi delle spese per gli operatori dei tronchi di gestione, alla promozione pubblicitaria delle ferrovie turistiche e al recupero e potenziamento delle infrastrutture delle medesime ferrovie turistiche.

Ritiene la proposta di legge in esame meritevole di apprezzamento. Segnala in via generale, come aspetto da approfondire, che il provvedimento interviene in ambiti riconducibili alla materia «grandi reti di trasporto», attribuita alla legislazione concorrente (articolo 117, terzo comma, Cost.), e alla materia del turismo, attribuita alla potestà legislativa residuale delle regioni (articolo 117, quarto comma, Cost.).

A tale riguardo ricorda che, alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, di cui si limita a richiamare la sentenza n.303 del 2003, andrebbero individuate nel testo adeguate modalità di coinvolgimento delle regioni, ad esempio attraverso apposite intese.

Ivan CATALANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, anche in considerazione dell’esigenza di acquisire le valutazioni del Governo, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta. La seduta termina alle 15.50.

 

 

Testimonianza di un viaggio sulla Mandas-Arbatax

Pubblichiamo con enorme piacere la testimonianza di Stefano Paolini, che negli anni ’90 percorse le linee del Trenino Verde … a voi: BUONA LETTURA

Locomotore LDe 604 in testa ad un treno merci, dopo Seui Ussassai Treno nei pressi di Gairo Treno nei pressi di Villagrande Treno nei pressi di Villagrande Treno merci nell'elicoidale di Pizz'e Cuccu, tra Arzana e Lanusei Treno passeggeri nei pressi di Lanusei Incrocio tra treni a Gairo Treno presso Villagrande

Sembrava proprio un altro mondo. In viaggio sul treno per Cagliari che ha atteso l’arrivo del nostro traghetto da Genova, osservavo incuriosito il paesaggio che scorreva rapidamente al finestrino, così diverso ai miei occhi di continentale. Un sole forte e insistente illuminava la carrozza del navetta, mentre il D.445 in testa rombava sulle salite e nelle strette curve della difficile dorsale sarda. Piccole fermate nel nulla sfilavano scomparendo persino dalla memoria dei viaggiatori abituati a percorrere questa tratta. Fra greggi, rocce e nuraghe corre il treno alla ricerca della meta finale, la stazione di Cagliari, con quella sua inutile quanto beffarda catenaria tesa in aria per gioco. Un rapido spuntino al bar che s’affaccia sulla 744 monumento ed ero già pronto, carico dello zaino e della borsa fotografica, ad affrontare i tre chilometri che separano la stazione FS dal capolinea delle FDS. Ormai era fatta, dopo 12 ore di traghetto , 7 di treno e tanti chilometri fatti, ero quasi arrivato alla meta: l’albergo a Seui che avevo prenotato il mese prima avrebbe fatto da tappa fino alla partenza, il giorno successivo, del treno speciale che con tanta fatica avevo organizzato e……pagato!

Una rapida occhiata al tabellone delle partenze e la paura mi colse : senza nessun avviso, semplicemente appiccicando un foglio di carta sopra il vetro del tabellone, si portava a conoscenza dei viaggiatori che tutto il traffico ferroviario oltre Mandas era stato soppresso per cause non meglio definite. Mi ritrovavo così alla fine anticipata della mia trasferta, con la prospettiva di perdere treno, foto e soldi!!! Rimanevano due alternative: prendere un autobus che mi avrebbe condotto fino ad un paese a soli 70 chilometri da Seui, o telefonare e chiedere consiglio al mio amico Amedeo di Mandas – guarda caso dipendente delle FDS – sul da farsi. Scelsi la seconda ipotesi e rapidamente spiegai cosa stava succedendo, certo non senza un pò di rabbia e di amarezza. Molto tranquillamente Amedeo mi disse di arrivare con l’ultimo treno fino a Mandas, poi avremmo deciso cosa fare.

Detto fatto eccomi sull’unica carrozza – una ex circumvesuviana – del mio treno, tirato da un bellissimo locomotore LDe.600 che romba e fuma come un rimorchiatore zigzagando fra le colline gialle e marroni all’inseguimento di un improbabile binario da 24 Kg/mln. Bello, bellissimo: che paesaggi, che silenzi e che profumi. Ma la preoccupazione era la padrona dei miei pensieri e gli sguardi degli altri passeggeri – pochi per la verità – fissi su di me scivolavano via senza darmi noia. Arrivato a Mandas, trovai subito Amedeo ad aspettarmi. Sapevo già he mi sarei fatto una bevutina con lui, ma mai avrei immaginato quale favore stava per farmi. Dopo aver passato qualche ora a casa sua, mentre il buio calava fra i monti, e dopo molti bicchieri di birra, il momento giunse. Così, come se niente fosse, mi accompagnò insieme al genero, per quei 70 chilometri di strada tortuosa completamente deserta e priva di illuminazione che ci separavano da Seui.

Giungemmo all’albergo che erano le 23.00, appena in tempo per una rapida quanto buona cena tipica, accompagnata dal classico mirto offertomi dai miei benefattori (!!!). A notte inoltrata andai a controllare il treno già fermo nel piazzale della stazione e lo vidi li, come un animale a riposo, sotto un cielo stellato che si può osservare solo con un telescopio. Già pregustavo le giornate successive.

All’indomani mattina, verso le 9.00, i ferrovieri erano già al lavoro, manovrando per comporre il convoglio a seconda dei gusti del sottoscritto; il primo giorno avrei fotografato un merci Seui – Arbatax, una vera perla di antichità. con carri con ruote a razze e freno in garitta – con i frenatori impegnati per tutto il viaggio – e bagagliai a terrazzini con cassa in legno. Una bellissima LDe sarebbe stata alla trazione. Il secondo giorno il viaggio sarebbe stato da Arbatax a Mandas con la stessa LDe e una carrozza. Il viaggio è stato qualcosa di indescrivibile, per i paesaggi attraversati e per il fascino della composizione. Profumi e natura selvaggia avvolgono questo stretto binario che si snoda nella desolazione più assoluta, tanto che ora questa tratta è chiusa al traffico regolare.

Giunti ad Arbatax nella tarda serata e ricoverato il convoglio per la notte, mi sono unito al personale alla ricerca di un buon ristorante. Sazio, approfittai della gentilezza di un manovratore che mi portò in un albergo di Tortolì per la notte e che mi offrì l’immancabile bicchierino di mirto prima che mi abbandonassi al sonno e al pensiero della giornata che veniva. La mattina, facendo autostop, arrivai alla stazione che il convoglio passeggeri era già pronto per la partenza, avvenuta in ritardo per la richiesta – da parte di un giornalista locale – di intervistarmi! La notizia della chiusura di queste tratte aveva infatti mobilitato le popolazioni locali….ma a tutt’oggi le linee sono ancora chiuse.

Dopo aver sostato parecchie volte per scattare suggestive inquadrature, stavamo arrivando nei pressi di Villanovatulo – dove l’invaso di un lago rende questa tratta veramente spettacolare – che l’imprevisto meteorologico ci colse con un fortissimo temporale e grandinata annessa. Persa questa opportunità, l’arrivo a Mandas fu in anticipo di quasi due ore. Salutati tutti, Amedeo che mi attendeva, il personale del treno e di stazione, salii sull’ultimo treno per Cagliari dove avrei poi trascorso la notte successiva. Non c’è che dire! Sei rulli di foto veramente spettacolari nella borsa, tanti bei ricordi e un immane desiderio di tornare, questo in soli due giorni di permanenza in terra sarda.

Ricordo l’incredibile cordialità di tutti quelli che ho incontrato e la disponibilità assoluta dei ferrovieri e della direzione che si è mossa in fretta pur di esaudire il desiderio fotografico di un appassionato un po eccentrico. Ora, riguardare a casa mia quelle foto, mi riporta là, come fossi ancora pronto per un altro viaggio nel paradiso in terra….e pensare che bastano poche ore di traghetto.”

“Il no dei sindaci all’assessore Trenino verde, proposta respinta. I Comuni non hanno la possibilità di far fronte alle richieste” (tratto da La Nuova Sardegna)

SEUI. I sindaci dei Comuni delle tratte ferroviarie Mandas-Arbatax e Mandas-Sorgono si sono riuniti lunedì a Seui per continuare ad affrontare le problematiche dello sviluppo delle zone interne e periferiche dell’isola. E più in particolare la problematica del trenino verde, in riferimento alla proposta dell’assessore regionale ai Trasporti, Deiana, di attribuire ai Comuni il compito di provvedere alla gestione e controllo delle tratte ferroviarie che passano nei loro rispettivi territori. Al termine hanno emesso un documento: «Appare assolutamente inaccoglibile la proposta del’assessore ai Trasporti, Massimo Deiana, in quanto i Comuni non hanno la possibilitá di far fronte alla manutenzione e controllo delle tratte ferroviarie per problemi di carenza di personale, inidoneitá del personale sotto il profilo normativo, carenza finanziaria, problematiche di sicurezza, e altro. Appare essenziale che la Regione e il governo nazionale decidano finalmente le politiche sulle zone interne e periferiche, ribaltando l’attuale impostazione che sta determinando lo spopolamento di interi territori e l’urbanizzazione selvaggia delle coste e dei grandi hinterland urbani, partendo dall’ assunto che i territori, e non il cemento delle cittá, ricomprendono le potenzialitá che se attivate possono contribuire in modo determinante a dare una positiva e improcrastinabile risposta alla crisi in atto nella nostra isola». Per i sindaci, all’interno di questa prospettiva, viene chiesto alla Regione e al governo Renzi che venga posta in essere e appositamente finanziata «un’adeguata strategia per lo sviluppo dei territori delle zone interne e periferiche, che preveda anche il trenino verde quale attrattore turistico ed elemento fondamentale sul quale incardinare ogni azione da realizzare».(l.cu.)

DOCUMENTO UFFICIALE DELLA RIUNIONE DI LUNEDI’ 14 LUGLIO 2014, A SEUI DA PARTE DEL COORDINAMENTO DEI SINDACI OGLIASTRA, BARBAGIA E SARCIDANO!

RIUNIONE A SEUI SU PROGETTO SVILUPPO ZONE INTERNE E TRENINO VERDE
COORDINAMENTO SINDACI OGLIASTRA ALLARGATO AI SINDACI DEL SARCIDANO E BARBAGIA SEULO

Prot. n. 0005 U SEUI lì, lunedì 14 luglio 2014

Alla cortese attenzione del
Presidente della Regione Autonoma della Sardegna
A TUTTI gli Assessori della Giunta Regionale della Sardegna
A TUTTI i Consiglieri Regionali della Sardegna per il tramite dei rispettivi Gruppi Consiliari
All’ARST

E p.c.:
A tutti gli altri Sindaci interessati in Sardegna
dalle diverse tratte del Trenino verde

Agli organi di stampa
LORO RISPETTIVE SEDI

Oggetto: PROGETTO SVILUPPO ZONE INTERNE E PERIFERICHE E PROBLEMATICA DEL TRENINO VERDE

I Sindaci dei Comuni delle tratte ferroviarie Mandas-Arbatax e Mandas-Sorgono riuniti a Seui oggi lunedì 14 luglio 2014 alle ore 11 per continuare ad affrontare la problematica dello sviluppo delle zone interne e periferiche dell’isola e, più in particolare, la problematica del Trenino Verde, in riferimento alla proposta dell’Assessore Regionale ai Trasporti di attribuire ai Comuni il compito di provvedere alla gestione e controllo delle tratte ferroviarie che passano nel loro rispettivo territorio, ritengono opportuno e istituzionalmente corretto esporre quanto segue:

1. Appare assolutamente inaccoglibile la proposta dell’Assessore ai Trasporti, Dr. Prof. Deiana, in quanto i Comuni non hanno la possibilitá di far fronte alla manutenzione e controllo delle tratte ferroviarie per problemi di carenza di personale, inidoneitá del personale sotto il profilo normativo, carenza finanziaria, problematiche di sicurezza, ecc.

2. Appare essenziale che la Regione Sardegna e il Governo Nazionale decidano finalmente le politiche sulle zone interne e periferiche, ribaltando l’attuale impostazione che sta determinando lo spopolamento di interi territori e l’urbanizzazione selvaggia delle coste e dei grandi hinterland urbani, partendo dall’ assunto che i territori e non il cemento delle cittá ricomprendono le potenzialitá che se attivate possono contribuire in modo determinante a dare una positiva e improcrastinabile risposta alla crisi in atto nella nostra isola.

3. All’interno di questa prospettiva i Sindaci chiedono alla Regione Sardegna ed al Governo Nazionale che venga posta in essere e appositamente finanziata un’adeguata strategia per lo sviluppo dei territori delle zone interne e periferiche che preveda anche il trenino verde quale attrattore turistico ed elemento fondamentale sul quale incardinare ogni azione da realizzare.

4. Anche alla luce della strategia nazionale sulle zone interne, i Sindaci chiedono che il trenino verde diventi il punto fondamentale della strategia delle aree interne e periferiche in un progetto integrato che coniughi e sviluppi le potenzialitá dei territori e le metta a sistema in un progetto a regia regionale. All’uopo, si rammenta come unanimemente il Consiglio Regionale della Sardegna impegnò la Giunta Regionale a realizzare un progetto integrato di valorizzazione del trenino verde della Sardegna.

5. I Sindaci rammentano gli sforzi anche finanziari effettuati negli ultimi due decenni dagli imprenditori locali e dalle Amministrazioni Comunali con una serie articolata di iniziative diffuse nei territori realizzate proprio in considerazione dei flussi turistici peraltro incrementabili con una oculata e migliore gestione del trenino verde.

6. Si ritiene opportuno che la Regione e l’ARST chiariscano con dati certi quello che è lo stato dell’arte circa le risorse destinate al trenino verde e le attivitá con queste ultime sviluppate.

7. Il PARCO GEOMINERARIO della Sardegna, presente alla riunione odierna con i propri rappresentanti, si mette a disposizione delle Amministrazioni Comunali per supportare attivamente tutte le iniziative necessarie per favorire lo sviluppo delle aree periferiche ed interne dell’isola tramite la valorizzazione di attrattori fondamentali come il trenino verde.

8. I Sindaci rilanciano in termini propositivi la sollecitazione ricevuta dall’Assessore ai Trasporti: con il presente documento – consapevoli della rilevanza che il trenino verde ricopre sotto il profilo culturale e turistico, tanto che sarebbe ampiamente giustificato il suo mantenimento anche con dati gestionali negativi per la rilevanza che ha per i territori delle zone interne e periferiche – indicano anche quali ipotesi di soluzione la possibilitá di attribuzione di specifiche competenze per una nuova e più ottimale gestione ad uno specifico Dipartimento dell’ARST, ovvero, l’attribuzione della gestione del trenino verde ad apposito consorzio misto pubblico privato anche nell’ottica di superare l’attuale impostazione gestionale espressa dall’ARST in chiave meramente assistenziale ed al fine di indirizzarla ed orientarla alla creazione di reddito e ricchezza finalizzata all’attivazione dell’indotto nel territorio. In tal senso, appare importante la presenza e l’indirizzo delle categorie imprenditoriali che sono le dirette interessate al buon funzionamento della tratta. In estrema ipotesi i Sindaci chiedono che non si escluda anche la messa a bando della tratta ferrata per catturare l’interesse di investitori internazionale e permettere una fruizione durante tutto l’anno del trenino verde.

9. I Sindaci considerata la funzione turistico-culturale e non solo trasportistica del trenino verde evidenziano come per lo stesso debba essere fatta apposita riflessione sull’esigenza di porlo a carico oltre che dell’Assessorato dei Trasporti anche degli Assessorati alla Cultura e PP.II., Ambiente, Turismo ed Urbanistica.

Alla luce di quanto sopra esposto i Sindaci ritengono essenziale ottenere apposite idonee e urgenti risposte non solo dall’Assessore Regionale ai Trasporti, peraltro con un approccio esclusivamente improntato sui numeri e con criteri di tipo meramente economicistico, ma dall’intera Giunta Regionale, con particolare riferimento al Presidente della Regione On.Pigliaru, agli Assessori Regionali alla Cultura, all’Ambiente, al Turismo, all’Urbanistica ed alla Programmazione, nonchè dal Consiglio Regionale nella sua interezza.

All’uopo, ritengono opportuno inviare il presente documento alla Giunta Regionale ed al Consiglio Regionale, e, altresì, provvederanno ad autoconvocarsi per le prossime settimane in un Comune del Sarcidano-Barbagia di Seulo dove saranno invitati i Sindaci di tutte le tratte ferroviarie della Sardegna in previsione dell’evento finale programmato a Sadali e previsto tra la fine di agosto e inizio di settembre con la partecipazione anche del Sottosegretario On. Nencini, incontro al quale saranno invitate le Autoritá Regionali summenzionate a presenziare alla importantissima riunione per fornire indifferibili ed urgenti concrete risposte all’emergenza in atto.

Firmato:
Sindaci interessati dell’Ogliastra, del Sarcidano e della Barbagia di Seulo