Un esempio da seguire – Un Presidente da adottare

—Pubblichiamo l’intervista appena rilasciataci dal presidente del cda delle Ferrovie della Calabria, Sign  Giuseppe Pedà—

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Presidente Pedà, con il suo operato, unito a quello della dirigenza aziendale di Ferrovie della Calabria e all’impegno dei dipendenti, che risultati sta ottenendo e quali obiettivi si è prefissato di raggiungere?

Considero il rinnovato impegno di unità e collaborazione tra tutti i dipendenti delle ferrovie il traguardo più importante da me raggiunto durante quest’anno di presidenza del Cda delle Ferrovie della Calabria. Siamo riusciti a creare un nuovo senso di appartenenza alle Ferrovie, e questo ha dato nuovo respiro a una realtà che, non possiamo negarlo, ha vissuto in passato momenti difficili. Siamo riusciti a superare le difficoltà anche grazie al fondamentale aiuto della Regione Calabria, che oggi è proprietario e socio unico dell’azienda, diventando partner e collaboratore indispensabile in alcune delle scelte strategiche determinanti. E che ha fatto sì che rimanesse intatto il patrimonio di esperienza e di know-how delle Ferrovie. È grazie a questa ricchezza che siamo riusciti a portare avanti dei progetti importanti: la riapertura della linea ferroviaria Gioia Tauro-Palmi, che era stata chiusa nel 2010, il progetto per la metropolitana leggera Catanzaro-Cosenza e, non ultimo, il bando per il Treno del Parco della Sila.

Nel caso specifico del Trenino della Sila, da dove deriva l’idea di appaltare la gestione, vendita e pubblicizzazione del servizio?

Quello del Treno del Parco è uno dei nostri progetti più importanti. L’idea è nata dalla consapevolezza che un servizio come quello del treno a vapore, per la sua importante valenza turistica, ha bisogno di essere promosso in maniera professionale: se è vero che le Ferrovie hanno l’esperienza per far sì che la tratta venga riaperta, vogliamo che la promozione, la gestione e l’organizzazione dei viaggi venga affidata a chi di turismo si occupa per mestiere. Il treno risale agli anni Venti, e il fatto che ancora oggi funzioni è certamente merito delle maestranze di Fercal, ma anche della volontà dell’attuale management di non dimenticare quella che è la storia delle Ferrovie.

 Ci può riassumere a grandi linee i punti principali che riguardano il bando europeo di Ferrovie della Calabria?

  Il bando ci è sembrato il mezzo più efficace per dare un’opportunità agli operatori economici che vorranno investire nella nostra regione. La durata del servizio dato in appalto è prevista per 3 anni, per una cifra totale di 768mila €, prevedendo cento treni all’anno. La tratta che verrà riaperta è quella che collega Moccone e San Nicola Silvana Mansio, dove c’è la stazione a scartamento ridotto più alta d’Europa, a quota 1405 metri. È un’operazione win-win: per noi sarà un modo per valorizzare, in modo economicamente sostenibile, una delle nostre risorse più preziose. Per il mercato sarà un’opportunità unica di fare business in Calabria, con un servizio dal forte impatto economico, che aprirà certamente le opportunità a un indotto su tutto il territorio.

Conosce il nostro Trenino Verde della Sardegna, che ha tra l’altro molte analogie storiche e tecniche, e non di meno paesaggistiche, con il vostro “Treno del Parco” silano?

Lo conosco bene, proprio perché sono molte le somiglianze che legano le nostre locomotive e la bellezza dei paesaggi che permettono di attraversare. Dopotutto non dimentichiamo che Ferrovie della Calabria e Arst gestiscono un importante patrimonio, le ferrovie a scartamento ridotto che in passato sono servite a collegare territori che sarebbero altrimenti rimasti isolati. I nostri treni turistici sono una vera ricchezza per le regioni perché, come ho già sottolineato, aprono le porte a investimenti esterni e alla creazione di strutture di ricezione e accoglienza che non possono che essere positive per tutti.

Cosa ne pensa di un eventuale futuro gemellaggio tra il vapore a scartamento ridotto sardo e quello calabrese, con la creazione di pacchetti turistici interregionali e scambio di competenze?

Credo che sia un’ottima idea: dopotutto condividiamo esperienza e volontà di fare! Sono in ottimi rapporti con l’amministratore unico di ARST Giovanni Caria e con il direttore Poledrini, per cui la realizzazione di un gemellaggio non è così remota. Nel frattempo, una volta tornati a sbuffare in Sila, siete tutti invitati a scoprire la bellezza dei paesaggi montani calabresi sulle nostre carrozze storiche.

UN ESEMPIO DI GESTIONE TURISTICA

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La signorina che vedete sul predellino è la macchinista del treno del Monte Generoso. Controlla da sola di poter partire, chiude le porte e dà il via. Quando è al capolinea apre la biglietteria, cambia cappello e fa i biglietti per tutte le destinazioni svizzere, e anche per Milano grazie a un’apposita convenzione.
Se nessuno chiede biglietti, dà informazioni turistiche sulla zona e vende le cartine dei sentieri di montagna. Se proprio non ha nulla da fare, aiuta le persone più anziane a salire.
Dietro al treno c’è agganciato il carrellino per portare le biciclette; non si vede, ma fidatevi che c’è. La signorina, non contenta, carica e scarica le biciclette degli avventurosi che poi scendono a Lanzo d’Intelvi.
Insomma, la signorina è l’unica persona che tiene aperta la ferrovia del Monte Generoso alla domenica.
Così la ferrovia del Monte Generoso è aperta anche di domenica.
Fa un po’ effetto vedere una ragazza di 25 anni con così tanto potere, no?

Ah, se ci fate caso, sotto al predellino del treno c’è un bel salto. Allora la signorina tira fuori un gradino di ferro che mette sotto al predellino per far scendere la gente. Questi svizzeri sono proprio strani: mettono un pezzo di ferro sotto al predellino del treno invece che rialzare i marciapiedi per centinaia di metri…

TRATTO DAL SITO http://www.miol.it/stagniweb/problemi.htm DI GIORGIO STAGNI

TRENINO VERDE: OCCORRE VOLTARE PAGINA SULLA GESTIONE E INVESTIRE SU MATERIALE ROTABILE E INFRASTRUTTURE

La parola all’On. Romina Mura – sindaco di Sadali – componente gruppo pd presso Camera dei deputati. IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni

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“Il Trenino verde e’ destinato a morire se la Regione e lo Stato non intervengono con iniziative di lungo termine”.
Lo ribadisce con forza la deputata Romina Mura, Sindaco di Sadali, alla notizia del nuovo stop al servizio che collega numerosi centri dell’interno della Sardegna.
“Nel giro di pochi mesi il trenino si ferma, forzatamente, per la seconda volta. Ma quante volte e’ deragliato? Sembra che da oggi la tratta Mandas-Arbatax non sarà più percorribile per questioni di sicurezza e mancanza di manutenzione. Se corrisponde al vero che la manutenzione non e’ stata effettuata, qualcuno dovra’ risponderne. Registrato anche questo nuovo episodio della controversa storia del Trenino Verde – prosegue la parlamentare – credo che occorra voltare pagina. Il Trenino Verde e’ una delle modalità per la visita turistica di un’area interna fra le più belle della Sardegna, un esperimento che in questi anni ha funzionato alla grande, un attrattore turistico intorno al quale e’ stata costruita un’offerta territoriale di qualità, con investimenti importanti da parte delle imprese private del settore alberghiero, extralberghiero e dei servizi. Quindi la strada e’ solo una: occorre un consistente investimento pubblico sulle infrastrutture e sul materiale rotabile e un nuovo modello di gestione pubblico-privato, con un ruolo da protagonisti per i comuni della tratta e per gli operatori turistici. Questo e’ il momento giusto – afferma Mura in conclusione – per dimostrare se le aree interne sono un elemento strategico per un nuovo percorso di sviluppo della Sardegna. Perché anche l’abbandono e l’indifferenza rispetto a pezzi di Sardegna, sono una pesantissima servitù!”

Un racconto ciclo-ferroviario

 

 

 

 

 

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“pubblichiamo con estremo piacere la testimonianza di un altro viaggiatore entusiasta del Trenino Verde”

La Sardegna “sconosciuta”, quella dell’interno, scoperta unendo due mezzi di grande fascino: la bicicletta e il treno. Un’esperienza consigliabile a tutti e che ho sperimentato utilizzando, per il tratti ferroviari, il celebre Trenino Verde, nella linea del Gennargentu e dell’Ogliastra.
Un tour diviso tra una prima parte di mare e una seconda nella Sardegna dell’interno, attraverso regioni molto diverse: dalle coste del Nord (Alghero, Bosa, S’Archittu e la penisola ) una grande traversata ha portato il nostro gruppo di pedalatori verso Fordongianus e la sua area archeologica, Sorgono, Isili e le miniere di rame, la Giara di Gesturi con i suoi stagni e i cavalli, Barumini con il suo nuraghe, tra i più famosi di Sardegna. Di qui è iniziata la traversata del Gennargentu, verso l’Ogliastra: una traversata compiuta in parte in bicicletta, in parte appunto con il Trenino Verde, nel tratto più isolato e in cui le pendenze mettevano più a dura prova i ciclo-viaggiatori. Pur utilizzando materiale che ormai si può definire storico (con locomotive Diesel anni Cinquanta e carrozze), il trenino offre la possibilità di viaggiare anche portando le bici al seguito: i treni sono dotati di carrozza bagagliaio, dove le due ruote possono trovare posto sicuro, senza disturbare gli altri viaggiatori. Dopo aver sistemato le bici nell’apposito spazio, ci siamo goduti la traversata nel tratto oltre Sadali e Seui verso Est, nel paesaggio incontaminato fatto di foreste e “tacchi” di roccia: siamo scesi dal treno nella stazione di Arzana, che con i suoi 854 metri sul livello del mare costituisce il culmine della linea. La fermata è davvero isolata e sbarcare qui dal trenino (sotto gli sguardi incuriositi degli altri turisti) fa un po’ assaporare l’isolamento che vivevano gli abitanti dei più piccoli paesi del Gennargentu: la solitaria strada principale, in realtà, è appena a pochi metri di distanza, non resta che imboccarla per la bella discesa – da gustare in sicurezza, senza eccedere in velocità – che attraversa ancora boschi fino a lambire la cittadina di Lanusei. Di qui lo sguardo inizia ad aprirsi verso l’azzurro del mare, che si raggiunge in località Tortolì-Arbatax. Il trenino è davvero un buon mezzo di trasporto che agevola la “traversata” tra i due mari, tenendo insieme le due dimensioni della Sardegna: quella più turistica delle coste e quella più autentica dei paesi dell’interno.

Dal punto di vista del servizio, la stazione di Arzana, per la sua posizione di culmine della linea, potrebbe essere valorizzata e segnalata come possibilità ai turisti in bicicletta, sia per quelli in arrivo dall’interno che per quelli che si “staccano” dalle spiagge per una giornata alternativa su due ruote.

 

“Ringraziamo Roberto Morandi per la sua testimonianza”