Un racconto ciclo-ferroviario

 

 

 

 

 

trenino_verde

 

“pubblichiamo con estremo piacere la testimonianza di un altro viaggiatore entusiasta del Trenino Verde”

La Sardegna “sconosciuta”, quella dell’interno, scoperta unendo due mezzi di grande fascino: la bicicletta e il treno. Un’esperienza consigliabile a tutti e che ho sperimentato utilizzando, per il tratti ferroviari, il celebre Trenino Verde, nella linea del Gennargentu e dell’Ogliastra.
Un tour diviso tra una prima parte di mare e una seconda nella Sardegna dell’interno, attraverso regioni molto diverse: dalle coste del Nord (Alghero, Bosa, S’Archittu e la penisola ) una grande traversata ha portato il nostro gruppo di pedalatori verso Fordongianus e la sua area archeologica, Sorgono, Isili e le miniere di rame, la Giara di Gesturi con i suoi stagni e i cavalli, Barumini con il suo nuraghe, tra i più famosi di Sardegna. Di qui è iniziata la traversata del Gennargentu, verso l’Ogliastra: una traversata compiuta in parte in bicicletta, in parte appunto con il Trenino Verde, nel tratto più isolato e in cui le pendenze mettevano più a dura prova i ciclo-viaggiatori. Pur utilizzando materiale che ormai si può definire storico (con locomotive Diesel anni Cinquanta e carrozze), il trenino offre la possibilità di viaggiare anche portando le bici al seguito: i treni sono dotati di carrozza bagagliaio, dove le due ruote possono trovare posto sicuro, senza disturbare gli altri viaggiatori. Dopo aver sistemato le bici nell’apposito spazio, ci siamo goduti la traversata nel tratto oltre Sadali e Seui verso Est, nel paesaggio incontaminato fatto di foreste e “tacchi” di roccia: siamo scesi dal treno nella stazione di Arzana, che con i suoi 854 metri sul livello del mare costituisce il culmine della linea. La fermata è davvero isolata e sbarcare qui dal trenino (sotto gli sguardi incuriositi degli altri turisti) fa un po’ assaporare l’isolamento che vivevano gli abitanti dei più piccoli paesi del Gennargentu: la solitaria strada principale, in realtà, è appena a pochi metri di distanza, non resta che imboccarla per la bella discesa – da gustare in sicurezza, senza eccedere in velocità – che attraversa ancora boschi fino a lambire la cittadina di Lanusei. Di qui lo sguardo inizia ad aprirsi verso l’azzurro del mare, che si raggiunge in località Tortolì-Arbatax. Il trenino è davvero un buon mezzo di trasporto che agevola la “traversata” tra i due mari, tenendo insieme le due dimensioni della Sardegna: quella più turistica delle coste e quella più autentica dei paesi dell’interno.

Dal punto di vista del servizio, la stazione di Arzana, per la sua posizione di culmine della linea, potrebbe essere valorizzata e segnalata come possibilità ai turisti in bicicletta, sia per quelli in arrivo dall’interno che per quelli che si “staccano” dalle spiagge per una giornata alternativa su due ruote.

 

“Ringraziamo Roberto Morandi per la sua testimonianza”

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